4 MAGGIO FASE 2 E IL TENNIS???

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Ieri sera il premier Giuseppe Conte ha illustrato in diretta da Palazzo Chigi il nuovo Dpcm sulla fase 2 della convivenza con il Coronavirus. Il decreto che sarà in vigore dal 4 maggio.

Da subito, tantissimi i messaggi scambiati tra gli appassionati tennisti per capire se qualcosa si era mosso. Addirittura qualcuno, durante l’attesa, aveva in modo propiziatorio prenotato già qualche ora online.

Tenniscremonese per fare chiarezza ha cercato di contattare alcuni circoli, maestri e atleti per commentare la situazione. Ma oggi quello che si evince è uno scenario in cui i punti di domanda la fanno da padrone.

Ma partiamo dall’inizio leggendo scrupolosamente il decreto ed evidenziato le parti che ci riguardano:

  • f) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività;
  • g) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali – sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali. A tali fini, sono emanate, previa validazione del comitato tecnico-scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile, apposite Linee-Guida, a cura dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del CONI ovvero del CIP, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva.
  • u) sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Bene. Si fa per dire. Da quel che sembra i circoli non sono tra le attività che riprenderanno subito il lavoro. E anche guardando i codici dell’allegato 3 ne abbiamo la conferma (ad esempio 93.11 – Gestione di impianti sportivi non compare e non compare neanche il 93 ATTIVITÀ SPORTIVE, DI INTRATTENIMENTO E DI DIVERTIMENTO). Anche se il codice 85.51 (Corsi sportivi e ricreativi) compare. Forse i maestri di tennis?

Nell’ipotesi che un circolo abbia un giocatore di interesse nazionale come si può comportare? I giovani under che anche non essendo professionisti non possono ad esempio avere un palmares di livello?

Il circolo può aprire perchè ha uno o più di questi giocatori? Molti i dubbi. Forse al massimo si potrebbe “dare le chiavi” direttamente al giocatore che a porte chiuse si allena. E poi. L’altleta con chi potrebbe giocare? Con un maestro? Il maestro è autorizzato ad uscire e lavorare?

Come allora può convivere una situazione in cui l’atleta professionista o non, possa allenarsi nel proprio circolo?

Le domande riassumendo sono:

  • chi può giocare? (la lista)
  • dove può giocare?
  • con chi può giocare?

Sul sito della FIT capeggia un articolo intitolato: “LO SPORT RIPARTE DAL 4 MAGGIO: PRIMA LE DISCIPLINE INDIVIDUALI, POI A SQUADRE” che parla appunto dell’anticipazione di Conte riguardo alla partenza degli sport individuali e poi quelli di squadra il 18 maggio. Ma anche qui immaginiamo si parli solo di professionismo.

Alcuni circoli si stanno attivando e domandando alla FIT più chiarezza. Alcuni, attraverso dei legali, chiedono che si interpreti al meglio il decreto. Ad esempio perchè non consentire ai soci di un circolo la possibilità di allenarsi all’aperto negli spazi verdi del circolo? In fin dei “conti” è forse meglio correre in un parco comunale che in un circolo?

In questo decreto del 4 maggio, o nel prossimo del 18 maggio avrà la FIT la possibilità di spostare la lancetta a favore o meno? Crediamo che la Federazione già da ieri si aspettasse un apertura, che non c’è stata, dopo che lo aveva già detto a voce alta: uno dei primi sport che doveva riprendere era il tennis. E questo basta per soli 130/140 atleti in Italia?

Per ora troppe le domande. Speriamo di poter fornire presto delle risposte.

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